a proposito | about

Cinque sono le dita di una mano.
Due le mani, le teste.
Sette i cieli, i colori dell’arcobaleno,le lune nuove, i giorni della settimana, i vizi e le virtù, le possibili orbite  degli elettroni attorno al nucleo.

Cinquepiùdue è un modo di vedere  il sette.

Il nostro obiettivo è raggiungere il nucleo delle cose attraversando i materiali, la loro natura e le sensazioni che si scambiano nella conoscenza. Scoprire il sogno, il lampo vitale che sorprende.
Le cose, qualsiasi sia la loro natura, non sono solo cose.
La creazione è risposta ad una domanda dello spirito che ricerca l’essenza dentro ogni materiale, la pelle, il nucleo, la sostanza di ogni manufatto.

Cinquepiùdue è l’incontro di Leonardo Bastianelli e Giulia Filippi.

Leonardo nasce a Foligno (1975) e fin dall’infanzia si diletta a smontare oggetti per capirne l’anatomia e sperimentare materiali e possibilità. È un artigiano con una particolare attenzione e abilità per la lavorazione del legno e la scultura della luce.

Giulia Filippi nasce a Vicenza (1982) e fin dall’infanzia è attratta dalla natura delle cose e dalle forme che abitano. È laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e persegue la ricerca in ogni forma. Collabora dal 2007 con la Collezione Peggy Guggenheim.

Nel 2012 Cinquepiùdue è stato selezionato e ha partecipato a Opendesign Italia (Venezia) e ha partecipato a Made in spite of Italy (Perugia). Nel 2013 ha partecipato al workshop “Creatività in 7 dimensioni” tenuto da Stefan Duve (membro dei Mutoid Waste Company) a Terni.

«AAA…avviso ai naviganti…ai naviganti curiosi
dell’antichità-moderna:imboccare le vie del futuro, evitare le
autostrade del consueto,…andare per sentieri poco battuti, forse
impervi, fuori circuito ed eccentrici! Rischiare, rischiare,
rischiare…non demordere, aprire gli occhi, (…) Marciare per non
marcire!
(…) In effetti è Fare (sottolineo “fare”) Poesia, scartare tutto il
superfluo, l’inutile, arrivare all’essenza del fare, alla logica
superiore, al razionale, al sacro, all’interiorità, a scorgere dio
nelle cose, dentro le cose. (…)
Com’eravamo “massimi” quand’eravamo “minimi”.» Eduardo Alamaro per Simongavina

 


 

Five are the fingers in one hand.

Two are the hands, the heads.
Seven are the heavens. The colors of the rainbow. The new moon.

The weekly days. The vices and the virtues. The possible electron orbits on the nucleus.

Five plus two is also a point of perspective to say seven.

Our goal is to reach the core of the things floating through the materials, their nature and the sensations that you share in the knowledge.

Discover the dream, the surprising vitality lightning.

Things, whatever is their nature, aren’t just things.

Creation is the response to a deep question of the spirit which seeks the essence inside every material, the skin, the center and substance of every manufactured product.

Leonardo was born in Foligno (1975), since the childhood he has been delighted in disassembling objects in order to understand their anatomy and experimenting materials and possibilities. He is an artisan with special attention and skills for woodworking and light sculpture.
Giulia Filippi was born in Vicenza (1982), since childhood she has been attracted by the nature of things and forms that inhabit it. She graduated at the Fine Arte Academy in Venice and pursues research in any form. She collaborates since 2007 with the Peggy Guggenheim Collection.
In 2012 Cinquepiùdue was selected and has partecipated at Opendesign Italia (Venice) and partecipated at Made in spite of Italy (Perugia). In 2013 Cinquepiùdue has partecipated at the workshop “Creatività in 7 dimensioni” held by Stefan Duve (member of the Mutoid Waste Company) in Terni.

«AAA…avviso ai naviganti…ai naviganti curiosi
dell’antichità-moderna:imboccare le vie del futuro, evitare le
autostrade del consueto,…andare per sentieri poco battuti, forse
impervi, fuori circuito ed eccentrici! Rischiare, rischiare,
rischiare…non demordere, aprire gli occhi, (…) Marciare per non
marcire!
(…) In effetti è Fare (sottolineo “fare”) Poesia, scartare tutto il
superfluo, l’inutile, arrivare all’essenza del fare, alla logica
superiore, al razionale, al sacro, all’interiorità, a scorgere dio
nelle cose, dentro le cose. (…)
Com’eravamo “massimi” quand’eravamo “minimi”.» Eduardo Alamaro per Simongavina